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Ho sedotto mia nipote

Non sono lesbica.
Capirete dopo perché esordisco dicendo che non sono lesbica. Ho anche una amica lesbica con la quale ci frequentiamo abbastanza ma, nonostante qualche sua avance, non mi è mai venuto in mente di fare qualche cosa con lei. Il pensiero di stare con una donna, non mi eccita: anzi!
Ho 41 anni, mi chiamo Alice. Sono alta un metro e sessantacinque, capelli scuri, ho qualche chilo in più ma quando si passano i quaranta sembra che sia quasi normale.
Vivo in città con mio marito, lavoro saltuariamente come cameriera. Ho una vita ‘normale’, forse anche un po monotona.
Solitamente, nel mese di Luglio, vado per una decina di giorni insieme a Anna, una mia amica di vecchia data, in bungalow nel Sud della Francia. Un campeggio carino, sul mare. E’ una vacanza che aspetto sempre con ansia, con Anna si fanno tante cose e il tempo passa sempre troppo velocemente.
Quell’anno purtroppo Anna non poteva venire per problemi economici. Il marito aveva perso il lavoro.
Era il mese di Giugno, una Domenica ci invita il fratello di mio marito, mio cognato, per una grigliata. Accettiamo di buon grado.
Mio cognato ha una figlia, Silvia, di 19 anni, una bella ragazza bionda. Non molto alta circa un metro e sessantacinque, come me. Una bella ragazzina insomma.
Racconto a mio cognato e alla moglie, Franca, che purtroppo quest’anno la mia amica Anna non poteva venire con me al mare in Francia.
‘Franca! Tu lavori a Luglio’ chiedo, ‘Si, ho le ferie a Agosto e andiamo in montagna, al solito posto’ mi risponde con tono sconsolato. L’ha già detto più volte che è stufa di andare sempre nello stesso posto.
Silvia, la figlia, esclama ‘Se vai dopo la metà di Luglio, ho finito gli esami e potrei venire io’, ‘Mi farebbe piacere!’-rispondo-‘Se i tuoi sono d’accordo?’. ‘Mamma cosa ne pensi se a Luglio vado al mare con la zia’-dice Silvia con un sembrava quasi avesse timore che la madre non gli desse il consenso. ‘L’importante’-risponde Franca-‘è che tu abbia finito gli esami’.
‘Ok, allora posso prenotare il bungalow per due?’, ‘Se Silvia viene volentieri, per me non ci sono problemi, l’importante è che partiate dopo la metà di Luglio’.
Ero contenta, almeno non dovevo rinunciare alle ferie al mare e poi Silvia è una ragazzina tranquilla che non mi avrebbe dato certamente dei problemi.
Prenotai per il periodo dal 18 al 28 Luglio.
Era la prima volta che Silvia andava in ferie senza i genitori, la settimana prima di partire mi telefonava due o tre volte al giorno per sapere cosa mettere in valigia, se doveva tagliare i capelli, se… se… se… .

Arrivò il giorno della partenza. Vado a prenderla con la macchina.
Aveva un quantità di borse e valige che gli chiesi se pensava di fermarsi fino a Natale. Era una bella ragazza ma sembrava si sforzasse di assomigliare al brutto anatroccolo. Pantaloni e giacca della tuta blu.
Partiamo al mattino alle sette, saremo arrivati verso le 16/17. Il viaggio è stato piacevole, Silvia è una ragazzina a cui piace chiacchierare e che si può parlare di tutto. In famiglia sono cattolici praticanti e lei ha molti tabù.
Io sono partita con una gonnellina di jeans gialla e una maglietta. Gli chiesi se non aveva caldo a viaggiare con i pantaloni lunghi e la giacca della tuta. ‘Perché non ti sei messa dei pantaloncini o una gonna, avresti avuto meno caldo?’-gli chiesi-‘Ma. Non so… Sono abituata ad uscire così, i pantaloncini li metto solo in casa e le gonne non le ho quasi mai indossate’ mi rispose quasi come per scusarsi.
Arrivammo, finalmente, in campeggio.
Avevamo un bungalow a cento metri dal mare. L’ingresso era sulla cucina e una porta dava sulla camera da letto. Avevo preso il bungalow con un solo letto matrimoniale, per risparmiare qualcosa, con i letti separati era solo per quattro persone. Era piccolino ma accogliente, siamo rimaste soddisfatte della sistemazione.
La prima sera,dopo una veloce cena, un piccola passeggiata per sgranchirci dopo il viaggio e poi siamo andati a letto. Eravamo tutte e due a pezzi.
La mattina, il sole, il caldo, l’allegria che regnava nel campeggio ci misero subito di buon umore. Partiamo per la spiaggia: ‘Hei! Hai dei pantaloncini al ginocchio che vanno bene per andare in montagna!’ dico a Silvia scherzando. ‘Hai ragione, zia’ mi risponde con aria sconsolata ‘Effettivamente qui sono più vestisti da mare. Che dici se oggi prendiamo la macchina e andiamo in paese che mi compro un paio di pantaloncini?’, ‘Ok. Nel pomeriggio andiamo’.
In spiaggia si mette il costume ma non si spoglia con naturalezza come fanno tutti. Probabilmente il tipo di educazione che ha ricevuto gli impedisce in certi modi o forse, solamente, non è abituata ad andare al mare in estate.
Ero un po’ imbarazzata ma non potevo fare a meno di fargli notare che forse avrebbe dovuto depilarsi. ‘Forse, questa sera, dovresti tagliare un pochettino i peli che si vedono’-gli dico con un tono quasi sottomesso per paura di urtarla. ‘Ma… non so…’ risponde Silvia imbarazzata.
Nel pomeriggio andiamo in paese, siamo anche stati fortunati, abbiamo trovato un mercato ben fornito. Anche se non era molto propensa, oltre a due paia di pantaloncini, gli ho preso anche due gonnelline. ‘Non ti fa piacere se i ragazzi ti guardano?’ gli chiedo sorridendo ‘Mah… boh…’, era imbarazzatissima.
Torniamo in campeggio, corre subito in camera a provare le gonnelline. ‘Come mi sta zia?’-chiede-‘Sei bellissima. Bionda, occhi azzurri, minigonna. Domani farai girare la testa ai ragazzi!’.
Prepariamo qualche cosa per cena e ci sediamo a cenare. ‘Zia! Senti, volevo chiederti.’-Silvia era imbarazzatissima-‘sai… per depilarmi li… hai qualche cosa? Come faccio?’., ‘Tranquilla!’-gli rispondo-‘dopo cena prendo il mio rasoio elettrico.’
Finita la cena gli faccio un cenno di seguirmi in camera da letto ‘Vieni che tagliamo un po’ la foresta!’ gli dissi ridendo, ‘Vengo zia’.
Misi un asciugamano sul letto, la feci sdraiare, ‘Togli le mutandine’-dissi-‘Ma zia, se mi dici come fare, provo da sola’, “No!’-rispondo-‘finisce che ti fai male’.
Si allungò sul letto, tolse le mutandine. Indossava ancora la minigonna che aveva provato prima di pranzo, era molto corta e bastava alzarla leggermente. ‘Allarga le gambe e stai ferma’ -gli dissi. Avevo uno di quei rasoi elettrici a batteria che sembrano un taglia capelli ma anche un vibratore. A lei sicuramente non dava questa impressione, era troppo giovane.
Quando la vidi sdraiata sul letto con la minigonna e senza mutandine mi resi conto di quanto era carina, i ragazzi avrebbero fatto a gara per uscirci insieme.
Iniziai il mio lavoro, ‘brrrrrrrrrrrrrrr’ faceva un rumore tremendo. Cominciai dall’inguine, prima da un lato poi dall’altro, Silvia teneva gli occhi chiusi e aveva una espressione compiaciuta. Non so il motivo ma ci stavo prendendo gusto a depilarla. Non mi limitai al linguine ma proseguii sul monte di Venere, poi strinsi il cerchio attorno alla vagina. Alzai la testa e lei, con gli occhi chiusi, si stava mordendo le labbra. Stava provando piacere. Forse anche se avessero depilato me in quel modo, col le vibrazioni del rasoio avrei provato un qualche piacere.
Andai avanti, la depilai completamente, gli allargavo le grandi labbra con le dita e la rasavo senza fretta. Ogni volta che la guardavo mi accorgevo che stava provando piacere. Teneva le labbra socchiuse, le braccia lungo i fianchi e stringeva i pugni.
‘Ok, finito’-dissi, ci volle qualche istante prima che Silvia aprisse gli occhi. Si passò una mano e esclamò ‘Ma zia. Mi hai rasato completamente!?’, ‘così sudi meno’ risposi sorridendo.
Il giorno dopo andando in spiaggia mi disse ‘Avevi ragione zia!’-con un tono quasi di vergogna-‘i ragazzi si girano a guardarmi’. Passammo una bella giornata tra spiaggia e bungalow.
La sera, dopo cena, ‘Sai zia!’-esclama Silvia-‘mi brucia un po lì, forse sono i peli tagliati’, ‘Tranquilla!’-gli rispondo-‘dopo ti metto una crema’.
Andammo a letto,’Zia! Ci siamo dimenticati della crema’ esclama. Il problema è che non avevo nessuna crema. Andai a vedere in bagno, trovai della glicerina.’Dai! Togli le mutandine e allungati con le gambe divaricate’-gli dissi.
Gli colai della vaselina attorno e sopra alla vagina, e la spalmai. Dopo pochi istanti la vidi che spostava il capo a sinistra e destra, aveva gli occhi chiusi e si mordeva le labbra. Senza dubbio stava godendo. A vederla in quello stato senza mutandine con le mie dita che le massaggiavano la vagina mi eccitai. Fu per me una sensazione stranissima, non mi ero mai eccitata al fianco di una ragazza.
Feci uscire un seno e a tratti facevo scivolare un capezzolo sul pube, avevo paura di non riuscire più a controllarmi. Continuavo a massaggiarla, lentamente, il massaggio era ormai quasi solo concentrato sul clitoride che era diventato grosso e duro. Mi misi cavalcioni su di una su gamba, aprì leggermente gli occhi, forse aveva visto che avevo un seno fuori. Per qualche istante, mentre la massaggiavo, mi toccai il clitoride ma tolsi subito la mano da lì. Non dovevo lasciarmi prendere da quel gioco perverso, una donna matura che masturba la nipote di diciannove anni!.
Continuai con il massaggio, lei muoveva il bacino come per cercare di fare scivolare le mia dita verso il clitoride, il vederla eccitata a tale punto mi faceva passare per la mente dei pensieri irrealizzabili. Avevo paura che fosse solamente la mia eccitazione a farmi vedere mia nipote in quello stato.
Volevo farla venire, volevo vederla venire. Avevo il palmo della mano poggiato sul pupe e con due dita la masturbavo, ormai il mio fare assomigliava neanche più lontanamente a un massaggio.
La mia attenzione si concentrò solo sul clitoride, ‘Siiiii… Siiii… Aaahhh… Ah Ah Ah…’ gli scappava con un filo di voce. Ad un certo punto, Silvia, fu presa da da un tremore e gli scappò dalle labbra ‘Oohh…Ooooh Dai! Dai! Dai! Aaaaahhhhh… Siiii…’ .
Aveva avuto un orgasmo.
Tolsi la mono aspettai qualche istante e, come se non mi fossi accorta di nulla dissi ‘Ok, va meglio?’, ‘S-Si… zia, meglio… m-meglio’. Ero rimasta con un tale stato di eccitazione che la notte mi masturbai, lentamente senza che lei se ne accorgesse.

Il giorno successivo avevo deciso! devo provare anche io una sensazione come quella che ha provato mia nipote la sera precedente.
Tutto sommato non era difficile creare una situazione simile. ‘Devo mettermi la crema, anche a me brucia questa sera, mi ero depilata prima di partire’-dissi. Andammo a letto, mi spogliai, mi allungai e mi versai la glicerina sul pube. ‘Aspetta zia!’-esclamò Silvia-‘te la passo io, tu ieri lo hai fatto a me!’. Mi venne istintivo interpretare la frase come ‘questa sera ti faccio venire io!’.
‘Ma nooo…, non è il caso.’
‘Dai, dai. Io non ho problemi!’
Iniziò a massaggiarmi, lentamente, teneramente, il linguine, il pube ma passava il suo dito anche dentro le grandi labbra, a tratti sfiorava anche il clitoride. La guardavo negli occhi, lei teneva lo sguardo abbassato , per qualche breve momento alzava la testa e, incrociando il mio sguardo, mi faceva un piccolo sorriso. Era bella, giovane e la sua mano liscia scorreva tra il pube e l’inguine passando sulle grandi labbra. A volte per farmi penetrare meglio la crema spingeva due dita sul clitoride e poi giù fino vicino a buchetto del sedere.
Sembrava che mi stesse masturbando. Forse mi stava masturbando!.
‘Ufff… fa un caldo tremendo!’ esclamò ad un tratto Silvia. Si tolse la maglietta e si mise a cavalcioni sopra una mia gamba, riprese a massaggiare. Proprio come avevo fatto io la sera precedente. Nel vederla sopra a me con quelle belle tette sode mi sentii il clitoride scoppiare, avrei voluto abbracciarla, accarezzarla, leccarla. Sentivo le sue mutandine sfregare contro la mia gamba, avrei potuto allungare un braccio e accarezzargli il clitoride ma non ne ebbi il coraggio. Era una lotta con me stessa, la zia non poteva saltare addosso alla nipote di diciannove anni. Strisciava la sua figa sulla mia gamba, mi massaggiava e intanto si muoveva su e giù.
La lasciai fare, continuava a versare glicerina. Massaggiava, sembrava che volesse fare durare più a lungo possibile quel momento. ‘Va bene zia?’-chiese con un filo di voce-‘Siiii… Siiii… Bene…’. Massaggiava e scendeva con la testa, sentivo il suo fiato sulla vagina. Il massaggio era ormai palesemente diventato un ditalino, due dita si muovevano a cerchio sul clitoride. Pensavo alla poca distanza che passava tra la sua lingua e la mia patatina.
‘Aaahhh… siiii….. siiii. Daaaiiiii…’ non saprei dire se ho urlato o solo sussurrato, la pressione delle dita sul clitoride aumentò, come anche il ritmo del movimento delle dita. ‘Aaaahhhh… Ooohhhh… Daiii… Siiii…’ Arrivò un orgasmo lunghissimo e bellissimo. Sentivo il mio liquido uscire dalla figa, dovevo avergli riempito la mano.
Silvia fece finta di non accorgersi di nulla. Smise lentamente di muovere la mano, tenne le dita sul clitoride per qualche istante e poi si alzò. Io ansimavo, non riuscivo più a parlare.
Ci mettemmo a dormire. Non riuscivo a dormire, non capivo cosa mi succedeva, provavo una attrazione pazzesca per mia nipote ma sentivo di non essere lesbica, era solo lei che mi attraeva.

La sera successiva avevo deciso! dovevamo fare l’amore!
Era tutto il giorno che la guardavo con quella gonnellina svolazzante, cercavo di guardare sotto. Mi sembrava di impazzire. Le ore non passavano mai, La sera sembrava non dovesse mai arrivare. E invece arrivò, più si avvicinava il momento di andare a letto più mi assalivano i dubbi, come fare? Era giusto provare?… .

Andammo a dormire.
Quella sera, Silvia, aveva solo una maglietta, senza mutandine. Faceva caldissimo. Vista lei, anche io mi misi solo la maglietta.
Spegnemmo la luce. Cosa faccio ora?, forse si stava facendo anche mia nipote la stessa domanda?
Mi girai verso di lei e la baciai; dopo un primo momento, sicuramente non si aspetta questo azzardo la sua lingua spingeva per entrare nella mia bocca. Iniziammo a massaggiarci il seno a vicenda, ci alzammo la maglietta e mentre ci accarezzavamo le lingue, i seni si strofinavano. Sentivo i suoi capezzoli che erano diventati duri.
Iniziai a leccarle il seno e succhiare i capezzoli mentre con due dita gli accarezzavo il clitoride. Lei era inesperta, si vedeva che non sapeva come comportarsi.
Improvvisamente si voltò, rimasi sotto di lei, velocemente infilò la testa in mezzo alle mie gambe e iniziò a muovere la lingua compiendo dei cerchi sul clitoride, con la mano mi allargava le grandi labbra e spingeva la lingua dentro alla vagina.
Gli spinsi la testa indietro,
‘No! Non possiamo! Io sono tua zia, tu hai diciannove anni’
‘Zia ieri hai goduto! Perché non mi hai detto di fermarmi?’-disse con voce decisa-‘Hai iniziato tu, hai fatto apposta a massaggiarmi il clitoride e a farmi venire’.
Si buttò nuovamente con la testa tra le mie gambe.
Era improvvisamente diventata una macchina del sesso.
‘Aspetta!’-esclamai-‘non farmi ancora venire!’
Si sdraiò al mio fianco e iniziò un gioco con le nostre mani, ci baciavamo, ci accarezzavamo i seni poi ci sedevamo sul letto una di fronte all’altra e incrociavamo le braccia, l’una per raggiungere la vagina dell’altra e penetrarci con le dita.
Si alzò sul letto, mi mise le gambe attorno al capo e iniziammo a leccarci a vicenda.
Ero senza freni ‘Aaaahhh… Aaaahhh… Siiii…’ forse stavo urlando, ma lei non era da meno ‘Daiiii… Ziaaaa… Brava…’. L’orgasmo stava arrivando per entrambe, sentivo i suoi liquidi che uscivano abbondanti riempirmi la bocca, Succhiavo il suo clitoride che sembrava dovesse scoppiare. Le stese cose le stava facendo Silvia a me.
Raggiungemmo l’orgasmo, una sensazione unica che probabilmente non proverò più.

Il resto della vacanza fu un crescendo di nuove sensazioni e di grandi emozioni per entrambe.
Silvia riusciva sempre a eccitarmi quando appoggiava i piedi sulla sedia e mi lasciava intravvedere le mutandine. Diverse volte gli ho detto, ‘Trovati un ragazzo!’ e lei:’Mi basti tu zia…’. Devo confessare che la mia speranza era che un ragazzo della sua età coinvolgesse anche me nei loro giochi.
Dopo molti anni passati con mio marito non lo avevo mai tradito e ora ero diventata una puttana assetata di sesso. Probabilmente era solo la spensieratezza di quei giorni, il fare niente tutto il giorno che mi portava a pensare ora alla nipote ora a qualche ragazzo che avevo visto in spiaggia.
Decidemmo di fermarci al campeggio ancora una settimana!

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